Sei un utente registrato?
inizia subito il tuo percorso di formazione online!

News

31/01/2019

La nuova legge n. 3/2019 c.d. "spazzacorrotti" modifica l'art. 25 del Dlgs. 231/2001

Nuova figura di reato nel catalogo dei reati presupposto: traffico di influenze illecite

Con l'approvazione della legge n. 3/2019 c.d. "spazzacorrotti" è stata inserita nel catalogo dei reati presupposto una nuova fattispecie di reato: il traffico di influenze illecite. La nuova fattispecie è stata originariamente introdotta dalla Legge n. 190/2012, con la quale si è attuata la riforma organica dei reati contro la Pubblica Amministrazione. Il reato di traffico di influenze illecite realizza un'anticipazione della tutela poiché incrimina condotte strumentali alla realizzazione di futuri accordi illeciti, in particolare punisce chi, sfruttando relazioni esistenti con pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, fa dare o promettere a sé o ad altri, indebitamente, denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione o, in alternativa, quale remunerazione destinata al pubblico ufficiale.

In particolare, l'art. 346 bis c.p. recita che è punito "chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319, 319-ter e nei reati di corruzione di cui all'articolo 322-bis, sfruttando o vantando relazioni esistenti o asserite con un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all'articolo 322-bis, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità, come prezzo della propria mediazione illecita verso un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all'articolo 322-bis, ovvero per remunerarlo in relazione all'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri […] le pene sono altresì aumentate se i fatti sono commessi in relazione all'esercizio di attività giudiziarie o per remunerare il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio o uno degli altri soggetti di cui all'articolo 322-bis in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri d'ufficio o all'omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio".

L'art. 25 del d.lgs. 231/2001 viene quindi così modificato "in relazione alla commissione dei delitti di cui agli artt. 318, 321, 322, commi primo e terzo e 346 bis del Codice Penale, si applica la sanzione pecuniaria fino a duecento quote".


Sei un utente registrato?
inizia subito il tuo percorso di formazione online!