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News

27/12/2019

Decreto fiscale 2020: aumentano i reati tributari nel catalogo 231

Pubblicata nella GU del 24.12.2019 la legge n. 157 del 19.12.2019 di conversione del decreto legge n. 124 del 26.10.2019.

Con la legge di conversione del decreto fiscale 2020 viene modificato il testo del nuovo art. 25-quinquiesdecies rubricato “Reati Tributari” del d.lgs. n. 231/2001 prevedendosi l’introduzione di nuovi reati tributari nel catalogo 231.

Per effetto delle modifiche introdotte dalla legge di conversione, operative dal 25.12.2019, trovano spazio tra i reati presupposto i seguenti delitti, previsti dal decreto legislativo 10.3.2000, n. 74, anch’esso in parte modificato dal decreto n. 124 del 26.10.2019:

a) il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall'articolo 2, comma 1, punito con la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;

b) il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, punito con la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;

c) il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, previsto dall'articolo 3, punito con la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;

d) il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall'articolo 8, comma 1, punito con la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;

e) il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall'articolo 8, comma 2-bis, punito con la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;

f) il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, previsto dall'articolo 10, punito con la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;

g) il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, previsto dall'articolo 11, punito con la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote.

Restano esclusi solo i reati meno gravi previsti dal d.lgs. n. 74/2000, di dichiarazione infedele (art. 4), di omessa dichiarazione (art. 5), di omesso versamento (artt. 10-bis e 10-ter), nonché di omesso versamento mediante indebita compensazione (art. 10-quater).

Oltre alle sanzioni pecuniarie, commisurate come sopra indicato, si prevede altresì, al comma 3 dell’art. 25-quinquiesdecies, l’applicazione di sanzioni interdittive “Nei casi previsti dai commi 1 e 2, si applicano le sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, lettere c), d) ed e)"». Si tratta delle seguenti sanzioni: (i) divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; (ii) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; (iii) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.


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